Piz Ciavazes – Via Parmigiano Reggiano

Il Piz Ciavazes (2828 m), situato nel maestoso Gruppo del Sella in Trentino, è una delle pareti più famose, amate e frequentate delle Dolomiti, un tempio dell’arrampicata classica e moderna.
 
La Via Parmigiano Reggiano al Piz Ciavazes è un viaggio verticale di 300 metri dove il cervello domina sul fisico.
Questa linea offre un’arrampicata costantemente tecnica in placca che non scende quasi mai sotto il 6b, spingendosi fino al 7a/7a+ con un grado obbligatorio severo di almeno 6c+. Il vero filtro della via si incontra al quarto tiro, caratterizzato da un bombamento sprotetto che richiede grandissimo sangue freddo.
 
Le distanze talvolta siderali tra i fix trasformano ogni movimento in una sfida psicologica, regalando un’esperienza d’élite e un’incredibile soddisfazione finale. Parmigiano Reggiano è indubbiamente una delle vie moderne più belle e severe della parete.

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Dafne su L1, una bella sveglia
Rena su L1
Dafne in partenza sull’ostico L4

Zona: Dolomiti del Sella, Piz Ciavazes

Quota di partenza (m s.l.m.): 2100 m

Quota di vetta (m s.l.m.): 2400 m circa alla Cengia dei Camosci

Apritori: Luca Beccari e Paolo Mantovani nell’estate 2011

Sviluppo arrampicata: 300 m 

Tipo di apertura: dal basso

Esposizione: sud

Protezioni: fix

Difficoltà: 7a/7a+, 6c+ obbl.

Note: itinerario di grande impegno. Il grado proposto, leggermente maggiore rispetto alla bibliografia, è dato per tentare di avere un’uniformità di difficoltà rispetto alle tante altre vie della parete da noi percorse

Equipaggiamento: normale da arrampicata, utile qualche friend per integrare le protezioni (non facili da piazzare e comunque spesso poco affidabili, ma psicologicamente danno una mano). Nel dettaglio abbiamo utilizzato su L4 uno 0.1 BD rosso accoppiato ad un BD 1 rosso, ed un 0.75 BD verde su L9

Accesso: da Canazei salire verso passo Sella, quando la strada passa proprio sotto alla parete, parcheggiare in uno degli slarghi presenti a bordo strada

Avvicinamento: salire la traccia che porta alla base della parete, proprio nei pressi dell’attacco della Via Micheluzzi (MI con freccia incisa sulla parete): qui costeggiare la parete verso destra oltrepassando l’attacco di Spaghetti (scritta incisa con il trapano in un sasso a terra). La via è la prima a destra di Spaghetti, appena a sinistra di uno strapiombo giallo in una fessura diagonale rovescia. Ore 0,10.

Rena in uscita su L4
Rena su L5

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Relazione

L1: salire la fessurina rovescia, 6b, quindi affrontare la placca tecnica, 6b+, ed il bombé, 6c, proseguire interpretando i passaggi a sinistra e destra dei fix, 6b, e, all’ultimo fix, salire dritto quindi traversare a destra con lungo runout, 6a+, sosta su 2 fix con 2 anelli da collegare, 40 m 
 
L2: traversare stando bassi verso destra, 6c, quindi affrontare la placca tecnicissima ed obbligatoria, 7a, proseguire per placche più lavorate ma obbligatorie, 6b+ poi 6b, sosta su 2 fix da collegare, 30 m (visibile circa 3 metri più in alto a sinistra la sosta su 2 fix con 2 anelli da collegare di discesa alla base di un diedro giallo)

L3: salire su bel muro lavorato, 5c/6a, quindi puntare leggermente verso sinistra al diedro giallo (attenzione a ciò che si tira) da cui si esce verso sinistra, 6a, sosta su 2 fix da collegare, 30 m

L4: salire nel diedro giallo al primo fix quindi affrontare il traverso tecnico a destra, 6b+, proseguire ancora verso destra, 6b, quindi superare uno strapiombetto psicologicamente estenuante poichè il ribaltamento avviene con l’ultimo fix almeno 4 metri sotto i piedi, 6c+ obbligatorissimo, proseguire per placche più appigliate ma sempre tecniche e chiodate molto lontane, 6b+, sosta su 2 fix con 2 anelli da collegare, 35 m (nel bombamento ho “protetto” con un friend 0,1 BD ed un 1 BD, nessuno nei quali particolarmente affidabile ma psicologicamente utili anche se conscia fossero false protezioni)

L5: salire un bellissimo bombamento giallo, 6b, quindi per placche verso destra raggiungere il traverso della Via Micheluzzi, proprio sotto il cordone di discesa del traverso stesso, sosta su 2 resinati in comune con la Via Micheluzzi, 20 m

L6: salire la placca dapprima più lavorata, 6b, quindi affrontare un muro verticale con passo ostico in uscita alla sosta ma ben protetto, 6c, sosta su 2 fix con 2 anelli da collegare, 30 m

L7: salire verso destra in placca con passaggio aleatorio su piccolissime rugosità ed obbligatorio, 6c+ (chiodato più umano di L4 ma bisogna comunque andare), proseguire su placca più lavorata, 6b poi 6a+ con protezioni molto distanziate, sosta su 2 fix con 2 anelli da collegare, 45 m (a sinistra l’evidente linea del Diedro Buhl)

L8: salire verso sinistra una splendida placca tecnica con chiodatura distanziata, 6b+, superare la sosta su 2 resinati della Via Spaghetti, e proseguire verticalmente superando uno strapiombetto ammanigliato quindi una breve placca, 6b, sosta su 2 fix, 30 m

L9: salire il bel muro giallo (qualche appiglio con buchi leggermente terrosi e talvolta bagnati), 6b con chiodatura distanziata, quindi salire diedrino finale, 6a (integrato le protezioni con un friend verde 0,75 BD), sosta su 2 fix da calata poco a destra in cengia, 25 m

Discesa: in doppia lungo la via come da indicazioni seguenti:

Da S9 a S7
Da S7 a S6
Da S6 a S4
Da S4 a S2 (sosta francese poco sopra alla S2 di salita)
Da S2 a terra

Eventualmente è possibile scendere a piedi. In tal caso seguire la traccia lungamente verso sinistra (viso a monte), superando un enorme tetro anfiteatro, raggiungendo un tratto attrezzato con cavo metallico. Qui si passa in un buco e si prosegue su cengia esposta sempre assicurati al cavo, fino ad aggirare uno spigolo ove finisce il cavo e prosegue una traccia che conduce ad un breve canale detritico (presenti due clessidre successive sulla cengia per eventuale assicurazione). Sceso il breve canale proseguire ancora per traccia che, ove diviene più ripida, porta ad una sosta da calata. Una calata di 25 metri deposita sulla traccia che si riconduce alla discesa dalla Prima e Seconda Torre di Sella. Seguire ancora queste tracce sempre in direzione ovest, che conducono ad una seconda calata di 30 metri (presente in alternativa un secondo ancoraggio di calata posto appena più avanti) che deposita al sentiero alla base delle rocce. Dopo un tratto di sentiero, scendere ancora un breve passaggio con cavo metallico, quindi abbandonare la traccia che prosegue verso ovest per il Passo Sella svoltando a sinistra in direzione della parete, raggiungendo un breve tratto su pietraia, ghiaioni, quindi il bosco e successivamente la strada. Ore 1,20.

Dafne sull’ostico inizio di L6
Rena in uscita su L9, dietro visibile lo storico Diedro Buhl

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