Alpinismo invernale – Cascate di ghiaccio (Ice-Climbing)
Cascate di ghiaccio
Questa sezione del sito, l’ultima nata, vuole riassumere e riportare le più belle salite invernali su ghiaccio. Il ghiaccio è un elemento effimero ed estremamente influenzato dalle condizioni climatiche, può variare in modo repentino in tempi molto brevi, determinando le difficoltà e gli eventuali pericoli oggettivi. Nelle cascate è sempre precisata la data in cui sono state salite, quindi la relazione si riferisce alla situazione presente in quel momento.
Di seguito troverete tutti quegli itinerari per cui si utilizzi per buona parte della salita la tecnica di piolet-traction, ovvero quelle vie che si affrontano con ramponi e due piccozze.
La pagina è in costante aggiornamento, le relazioni verranno aggiunte nel corso del tempo.

Scala delle difficoltà
La cifra in numeri romani (da I a VI) comprende la valutazione dell’impegno complessivo dell’uscita. Tiene conto ad esempio della complessità dell’avvicinamento e discesa, dell’esposizione ad eventuali pericoli oggettivi, della lunghezza e continuità della salita e della possibilità di ritirata.
Al cifra in numeri arabi invece, di solito preceduta dalle lettere WI (water ice), esprime la pura difficoltà tecnica calcolata sul tiro più impegnativo.
La valutazione di entrambe le difficoltà resta un’indicazione generica di massima, poichè la montagna invernale in tutte le sue forme presenta sempre condizioni variabili e diverse, soggette a mutazioni anche repentine, provocate da cambi di temperature e/o agenti atmosferici.
Impegno ambientale
| I | Cascata breve e facilmente raggiungibile. Discesa senza problemi. |
| II | Cascata di facile avvicinamento di una o più lunghezze. Pochi pericoli oggettivi. |
| III | Cascata di più tiri. Possibile un lungo avvicinamento e rischio di pericoli oggettivi. |
| IV | Cascata di più tiri situata in ambiente isolato. Discesa impegnativa. Pericoli oggetti presenti. |
| V | Avvicinamento lungo e complesso in alta montagna ed esposto a pericoli oggettivi. Protezioni aleatorie, difficoltà nella scelta dell’itinerario di salita, discesa impegnativa e da attrezzare. |
| VI | Lungo itinerario in alta montagna con problemi logistici, di orientamento e di scelta dell’itinerario. Esposto a pericoli oggettivi. |
Impegno tecnico
| 1 | Passaggi a 50°/60°. Necessaria comunque esperienza nell’uso di piccozze e ramponi e conoscenza delle tecniche di assicurazione. |
| 2 | Passaggi a 60°/70° ma con buone possibilità di assicurazione. |
| 3 | Passaggi a 70°/80° su buon ghiaccio. I tratti verticali sono alternati a tratti più appoggiati ove si possono posizionare buone soste. |
| 4 | Passaggi 1 75°/85° con possibilità di brevi tratti verticali. Di solito buone soste e buon ghiaccio. |
| 5 | Indispensabile buona padronanza tecnica a causa della qualità del ghiaccio e della difficoltà della salita, con una lunga sezione a 85°/90°. Possibilità di formazioni a meduse o cavolfiori. |
| 6 | Uno o più tiri molto impegnativi, ancoraggi difficili e talvolta precari. Ghiaccio fragile e delicato. |
| 7 | Come per il grado 6 ma ulteriormente più esasperate. |
