Valle di Cogne – Valeille – Cascata Inachevée Conception

La Cascata Inachevée Conception in Valeille nella Valle di Cogne è un gioiello strapiombante che unisce alcuni tratti di misto/dry a splendide freestanding e muri ghiacciati, sospesi sul grande antro che la caratterizza: sicuramente una salita impegnativa, che richiede buone braccia, specialmente negli anni in cui il ghiaccio non è così abbondante.

Inachevée è un capolavoro del 1993 di François Damilano, che riuscì con i compagni ad affrontare questa repulsiva parete con qualche tratto di artificiale laddove oggi, grazie ai fix presenti, si può tentare la libera in dry.

Dafne su L1
Rena su L1

Zona: Valle di Cogne, Lillaz

Quota partenza (m s.l.m.): 1600 al parcheggio, 1800 circa all’attacco

Quota vetta (m s.l.m.): 2000 circa

Primi salitori: F. Damilano, G. Camus e N. Martin-Jarrand nel 1993

Sviluppo: 200 m

Esposizione: ovest

Difficoltà: III, 6, M6/7? (se hai dubbi sulle difficoltà clicca qui). La difficoltà varia molto a seconda della presenza di ghiaccio, negli anni di “magra” come questo probabilmente la difficoltà aumenta. Non mi esprimo sul grado di misto/dry in quanto andrebbe dato a vista, senza resting e moschettonando pulito, cosa che noi non abbiamo fatto.

Materiale presente: tre fix su L2, tre fix su L4, soste a fix per S1, S2, S3, e S5, la S4 presenta chiodi tradizionali non in buone condizioni

Note: se la prima lunghezza non fosse formata, è possibile raggiungere la cengia in cui è presente S2 percorrendo il primo tiro di Stella Artice, e portandosi a destra verso un grande albero (presente anche una sosta a fix): da qui, con qualche friend si percorre in orizzontale verso destra la cengia che conduce a S2, poi a S3, potendo così affrontare comunque il quarto e quinto tiro

Accesso: da Cogne salire alla frazione di Lillaz, ampio parcheggio prima del ponte sul Torrent d’Urtier, oppure proseguire nella frazione (strada stretta) e parcheggiare poco oltre il Campeggio Al Sole, parcheggio in un piazzale sulla destra.

Avvicinamento: dal piazzale nei pressi del campeggio seguire la pista dedicata agli ice-climber che sale per circa 350 metri fino a divenire più pianeggiante. Proseguire ancora in piano o leggera discesa per altri 300 metri, giungendo nei pressi del ponte sul torrente (sulla destra) e di una presa idrica (sulla sinistra). Proseguire ancora brevemente sempre sul lato sinistro del torrente (destra orografica) fino alla vista della cascata, che si raggiunge salendo alla base di essa, inconfondibile per via del grande antro con frange sospese. Ore 0,30-0,45 a seconda delle condizioni.

Rena sullo splendido e faticoso L2
L’incredibile cengia di L3, sotto le impressionanti frange di ghiaccio

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Relazione

Valutazione riferita al 1 febbraio 2026

L1: salire la candela iniziale (circa 15 m), 5, per raggiungere un tratto che dà riposo, salire ancora una vaga rampa con ultimo tratto più verticale, 4+/5, sosta su 2 fix con cordone e anello di calata che può essere nascosta o seminascosta, proprio tra due piccole colonnine di ghiaccio sulla linea dei fix del tiro successivo, 40 m

L2: salire brevemente la colonnina di ghiaccio che conduce al tratto dry strapiombante (3 fix e 1 vecchio chiodo), M6/M7? (noi l’abbiamo percorso con resting, non mi esprimo sul grado in quanto andrebbe dato a vista, senza resting e moschettonando pulito), fino a raggiungere la frangia di ghiaccio, 5+/6, quindi uscire alla cengia, sosta da calata con cordoni, 25 m

L3: traversare a destra sulla grande cengia con le incredibili frange di ghiaccio, superare una prima sosta e raggiungere una sosta a destra da calata con tre fix distanziati collegati da cordoni, 25 m

L4: negli anni in cui il ghiaccio è più imponente è possibile salire direttamente sopra la sosta (presente un chiodo tradizionale), questa soluzione presenta un misto meno esigente e conduce a raggiungere il ghiaccio nel tratto più appoggiato. Negli anni più magri come questo, si affronta lo strapiombo protetto con tre fix sulla sinistra della sosta, M7+? (noi l’abbiamo percorso con resting, non mi esprimo sul grado in quanto andrebbe dato a vista, senza resting e moschettonando pulito), per raggiungere la candela sospesa, 6, quindi un tratto di ghiaccio meno verticale, 5 poi 4+. Si raggiunge dunque un riposo, e si prosegue nel successivo muro mai verticale in direzione della candela finale: qui abbiamo trovato con una grossa crosta su neve inconsistente (non difficile ma che ha richiesto tempo per pulirlo), 4, poco sotto la candela si esce arrampicando su misto verso destra raggiungendo una sosta su 3 chiodi, alla cui destra è presente una sosta su fix e clessidra, 55 m

L5: salire la candela con arrampicata sicuramente esigente e verticale, sosta da calata, 35 m (tiro non percorso – vedi didascalie delle foto)

Discesa: in doppia lungo la via da S5 a S3, da S3 con 60 metri nel vuoto a terra.

Rena raggiunge con decisione le frange di L4, qualche metro dopo una delle due piccozze farà 70 metri di volo…
…Dafne concluderà L4 con i primi metri già protetti (mica male!)… Il muro ghiacciato successivo, che sembra facile, richiederà invece ad ogni spiccozzata una poderosa pulizia da uno strato di crosta con sotto neve inconsistente. Con tre piccozze in due non avremmo comunque potuto proseguire, in ogni caso, la candela di L5 sarebbe stata molto bagnata e le protezioni di dubbia tenuta.

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Foto-relazione

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