Valsavarenche – Cascata Trip in the Night e Trip in the Light

La Cascata Trip in the Night in Valsavarenche è un viaggio incredibile su una cattedrale verticale di immensa bellezza. Quando ci sia avvicina al salto superiore, il cuore di questa via, non si può non provare un pizzico di paura mista a reverenza nei confronti di questo meraviglioso gigante ghiacciato. Salirlo è un’esperienza semplicemente grandiosa.

Trip in the Night è tra le più belle vie di ghiaccio della Valle d’Aosta: come riporta la preziosa guida Effimeri Barbagli di Matteo Giglio, è stata aperta nel 1988 con enorme coraggio dagli alpinisti valdostani Fabrizio Bertino e Roberto Zorzettig, con una rocambolesca discesa nella notte (da cui il nome). Successivamente, nel 1997, Damilano, Girod e Perroux salirono il freestanding sulla destra, il celebre Trip in the Light.

Di seguito si descriveranno entrambe le salite: si ricorda che, aldilà del grado, le difficoltà su ghiaccio sono sempre funzione della frequentazione e della plasticità del ghiaccio stesso.

La meravigliosa cattedrale di ghiaccio del salto superiore

Zona: Valsavarenche, Fraz. Degioz

Quota partenza (m s.l.m.): 1550 al parcheggio, 1650 all’attacco della cascata

Quota vetta (m s.l.m.): 1900 circa

Primi salitori: F. Bertino e R. Zorzettig nel 1988 per Trip in the Night – F. Damilano, M. Girod e G. Perroux nel 1997 per Trip in the Light

Sviluppo: 240 m l’intera cascata, 150 m il salto superiore

Esposizione: ovest (da metà giornata la cascata è esposta al sole)

Difficoltà: III, 5 per Trip in the Night – III, 6 per Trip in the Light (se hai dubbi sulle difficoltà clicca qui)

Materiale presente: soste a fix da calata

Note: attenzione in caso di abbondanti nevicate e/o rialzo termico al pericolo valanghe

Accesso: risalire la Valsavarenche fino a raggiungere la frazione di Degioz e parcheggiare dietro la chiesa, due ampi parcheggi

Avvicinamento: nei pressi delle paline indicatrici per la sentieristica locale, imboccare la traccia che sale in direzione dell’evidente cascata, stando sulla destra di essa viso a monte. In circa 10 minuti si giunge all’evidente conoide che forma nel salto inferiore (L1). Se questo non fosse formato o fosse poco sicuro, è possibile aggirarlo salendo le ripide tracce sempre sulla sinistra orografica: risaliti circa 100 metri la traccia devia verso sinistra portando ad attraversare il canale della cascata per portarsi sulla destra idrografica. Qui parte un breve salto di ghiaccio (L2). In alternativa è possibile proseguire ancora per tracce che salgono sulla destra idrografica in direzione dell’evidente salto principale, che si attacca sulla sua destra (L3). Ore 0,25.

Dafne sul bellissimo L3 (abbiamo evitato l’affollamento di quest’anno attaccando alle prime luci del mattino)

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Relazione

Valutazione riferita al 7 febbraio 2026

L1 (Trip in the Night): salire il grande conoide ghiacciato freestanding, che conduce a due tratti estremamente sottili con acqua che scorre all’interno (valutare attentamente le condizioni, se il ghiaccio cedesse può essere molto pericoloso), 4/4+, sosta da attrezzare su ghiaccio, 45 m oppure sosta su albero lungo l’attraversamento della traccia, 60 m
 
L2 (Trip in the Night): salire l’ampio canale tra le rocce con due brevi risalti intervallati da un tratto nevoso, 3+, sosta su ghiaccio, 30 m
 
Trasferimento: salire per circa 100 metri fino alla base del salto principale
 
L3 (Trip in the Night): salire il lato destro della colata per raggiungere una cengia di ghiaccio (2 chiodi tradizionali alti della nuova Via Over the Trip – Leo Gheza e Luca Mateucci, 2026), 3, salire quindi a sinistra del tratto roccioso su splendide meduse e cavolfiori, 4, per ritornare sulla destra, sosta su 2 fix con cordone e anello di calata della Via Over the Trip, 30 m
 
L4 (Trip in the Night): salire la vaga rampa a sinistra che conduce ad un muro impegnativo di ghiaccio, 5/5+, proseguire su meduse e cavolfiori con qualche riposo, 5, fino alla sosta che si trova in un antro roccioso tra due grandi colate verticali, sosta su 2 fix con cordone e maillon, 35 m
 
L5 (Trip in the Night): salire a sinistra della sosta per portarsi verso il centro della colata dove si raggiunge un tratto leggermente più docile, 5, rientrare verso destra per raggiungere, dopo un tratto nevoso, la sosta su 2 vecchi fix con maglia rapida e un vecchio assicuratore a otto come anello per le doppie su una roccia a destra, 40 m
 
L5 (Trip in the Light): salire il meraviglioso freestanding che porta ad uscire su ghiaccio verticale in grande esposizione con un’ascesa leggermente verso destra, 6, dopo un breve tratto più appoggiato, 4+, proseguire su neve/ghiaccio fino ad una sosta su 2 vecchi fix con maglia rapida e un vecchio assicuratore a otto come anello per le doppie su una roccia a destra, 30 m
 
L6 (Trip in the Night): salire il conoide ghiacciato quindi la goulottina, 3+/4 fino al termine delle difficoltà, sosta a fix sulla destra, 60 m
 
Discesa: in doppia lungo la via fino alla base del salto principale, successivamente si segue a ritroso la traccia descritta nell’avvicinamento aggirando la parte bassa della cascata.
Dafne sullo splendido Trip in The Light

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