Rocca di Perti – Via L’Altra Faccia Della Luna
La Via L’Altra Faccia Della Luna alla Rocca di Perti è un itinerario di grande bellezza, riportato alla luce con una recente richiodatura fatta da Andrea Parodi, che aprì la Via quarant’anni orsono.
La richiodatura non abbassa l’obbligatorio della via, che rimane comunque severo.
Zona: Rocca di Perti
Sviluppo arrampicata: 130 metri
Apritori: Andrea Parodi e Ferruccio Ferraresi nel 1982, richiodatura nel febbraio 2022 a cura di Andrea Parodi e Andrea del Terra
Tipo di apertura: dal basso con chiodi tradizionali
Esposizione: ovest
Protezioni: resinati, fix, chiodi tradizionali, clessidre
Difficoltà: 6c (?), 6a+ obbl.
Note dell’apritore: “rispetto al percorso originale abbiamo fatto anche una variante che lo allunga di un tiro: siamo andati ad attaccare su “Opus III” (che nel frattempo è diventato “Opus V” perché e stato anche lui richiodato e ora prosegue a destra de “L’altra faccia della Luna”) e poi ci siamo ricongiunti con l’Altra faccia dieci metri sopra l’attacco originario. In tal modo la via si allunga di un tiro, molto bello e omogeneo con il resto della scalata.”
Andrea Parodi
Equipaggiamento: normale da arrampicata, qualche fettuccia, cordini per clessidre, 12 rinvii allungabili
Accesso: da Finalborgo seguire la strada verso Calice, passare sotto l’autostrada, poco dopo prendere sulla destra una stradina (indicazione “palestra roccia Rocca Perti”), comodo parcheggio a fianco dell’autostrada.
Avvicinamento: risalire a piedi lungo la strada fino al sentierino che sale a sinistra verso le pareti, giunti ad un cartello che indica “Falesia dei Tre Porcellini”, proseguire circa 200 metri verso sinistra fino a reperire una grande grotta: senza raggiungerla proseguire ancora verso sinistra per circa 40 m. La via parte appena a destra di Chiodi di Garofano, scritta Opus V e L’Altra Faccia della Luna alla base. Ore 0,20.
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Relazione
L1: si attacca su “Opus V” salendo per un diedrino fessurato fino ad una nicchia, 5b. Si forza lo strapiombo soprastante 6b e si prosegue sul pilastro. Si supera un altro strapiombetto, 6a+ e, andando leggermente a sinistra, 6a, si arriva su un terrazzo con sosta su 2 fix e un resinato, 25 m
L2: si sale un muro leggermente verso sinistra, 5c, poi si esce a sinistra su una piccola cengia (indicazioni per L’Altra Faccia della Luna a sinistra). Salire una vaga rampa obliqua a sinistra, 5a, proseguire in un breve diedro, 6a, poi traversare decisamente a sinistra su rocca lavorata, 6a, e proseguire verticalmente su roccia lavorata, 6a. Da qui si sale lo strapiombo che forma un diedro svasato, 6c (?) o A0, quindi si esce con buoni appigli, 6a, fino alla scomoda sosta su 2 grosse clessidre e un fittone, 30 m (allungare le protezioni)
L3: si prosegue nel bel diedro svasato uscendone con un passo a destra, 5c, presente un vecchio chiodo, poi si ritorna verso sinistra su placca, 5c. Senza raggiungere gli anelli di calata visibili sulla sinistra (protezione su piccola clessidra) proseguire per gradini, 5b, quindi si raggiunge una cengetta leggermente sulla destra dove si trova la sosta su 2 resinati, 20m
L4: si sale subito a destra della sosta su placca delicata, 5c, quindi si traversa a sinistra, 5a, fino ad un breve diedro verticale. Si supera il diedro sulla destra, 5c, poi con qualche metro a sinistra, 4a, si raggiunge un gradino dove si sosta su due resinati, 20m
L5: si traversa per un paio di metri a sinistra oltrepassando alcuni blocchi (attenzione), poi si sale un bel muro solcato da un vago diedro, 6a+. Subito sopra si volge a destra e si traversa, 5a per 5-6 metri, superando un grosso masso appoggiato (attenzione). Qui è possibile sostare su 1 golfare e un chiodo (consigliato per via del tiraggio delle corde), 20 m
L6: salire un muro verticale inciso da una fessura appena accennata, 6a, dal quale si esce con un lungo runout, 6a+, (attenzione, il fix che dovrebbe proteggere un eventuale volo è in parte fuori dalla roccia, consigliamo di collegarlo ad un vicino vecchio chiodo). Raggiunto un cordone su clessidra, traversare a sinistra su cengetta, 4a, quindi uscire sull’altopiano sommitale, 5a, sosta su vecchi spit arrugginiti e cordone su spuntone, 15 m
Discesa:
A: dall’uscita seguire il sentiero che in breve porta alla croce della vetta, seguire verso sud il sentiero che scende nel bosco, al primo bivio prendere a destra, al secondo ancora a destra raggiungendo così la cengia alla base della Testa dell’Elefante, che si segue fino ad un piccolo sentiero che taglia a destra e porta alla strada sterrata che si segue fino alla macchina, ore 0,40.
B: seguire il sentiero e poco prima della croce di vetta prendere il sentiero che scende costeggiando la parete verso nord est, tenere sempre la sinistra fino ad una caratteristica grotta, proseguire costeggiando la parete di Perti Nord fino a raggiungere lo Spigolo Nord di Perti, dal quale in breve si ritorna alla partenza della via. Ore 0,20.
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Foto-relazione
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