Rocca di Perti – Via Interstellar

La Via Interstellar alla Rocca di Perti è una bellissima ed esigente arrampicata di soli tre tiri che affronta le erosioni gialle del Settore Settentrionale della Rocca. Pochi metri che condensano tutti i tipi di arrampicata, dagli strapiombi, alle placche, alle fessure.

E’ doveroso sottolineare che, nonostante la via sia interamente resinata, l’ultimo tiro è da percorrere con ottica alpinistica e non semplicemente da climber, in quanto sono presenti alcuni tratti di roccia delicata e diversi blocchi instabili, che richiedono molta attenzione non solo nella scelta degli appigli e degli appoggi ma anche nella gestione delle corde che possono far cadere materiale sui monotiri sottostanti.

La splendida partenza strapiombante di L1

Zona: Rocca di Perti – Settore Settentrionale Sinistro

Sviluppo arrampicata: 100 metri

Apritori: Guida Alpina Lorenzo Cavanna

Tipo di apertura: dall’alto

Esposizione: sud-ovest

Protezioni: resinati inox

Difficoltà: 7a, 6b+ obbl.

Note: arrampicata di impegno e soddisfazione. Si sottolinea che, nonostante la via sia interamente resinata, l’ultimo tiro è da percorrere con ottica alpinistica e non semplicemente da climber, in quanto sono presenti alcuni tratti di roccia delicata e diversi blocchi instabili, che richiedono molta attenzione non solo nella scelta degli appigli e degli appoggi ma anche nella gestione delle corde che possono far cadere materiale sui monotiri sottostanti.

Equipaggiamento: normale da arrampicata, fettucce o cordini per attrezzare eventualmente una sosta intermedia su L3 (vedi relazione)

Accesso: da Finalborgo seguire la strada verso Calice, passare sotto l’autostrada, poco dopo prendere sulla destra una stradina (indicazione “palestra roccia Rocca Perti”), comodo parcheggio a fianco dell’ autostrada.

Avvicinamento: risalire a piedi lungo la strada fino al sentierino che sale a sinistra verso le pareti, giunti ad un cartello che indica “Falesia dei Tre Porcellini”, proseguire circa 200 metri verso sinistra fino a reperire una grande grotta (Via Nicora poi Via del Vecchio). Costeggiare ancora la parete fino a raggiungere un diedro sotto le erosioni gialle in cui parte la Via Mariangela. Proseguire ancora verso sinistra costeggiando la parete per circa 30 metri fino a reperire una traccia che con passi di arrampicata facile, I, conduce alla partenza della Via L’Incredibile Hulk  con il primo resinato molto alto allungato con un cordone. Qui traversare a destra giungendo ad una grande cengia alberata, con un bellissimo strapiombo giallo da cui parte la via. La nostra via è infatti la prima linea di resinati a destra della partenza del secondo tiro della  Via Mariangela. E’ anche possibile raggiungere la partenza, salendo il primo tiro della Via Mariangela o il primo tiro della Via Flavia . Ore 0,20.

Dafne sulla dulfer strapiombante di L2

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Relazione

L1: salire lo strapiombo giallo ben ammanigliato, 6a+, superare un secondo strapiombo più tecnico da cui si esce a destra, 6b, proseguire in placca sul vago spigolo, 6a+, fino ad un tettino che si supera sulla destra allontanandosi dai resinati, 6b, rientrare a sinistra e seguire il tagliente spigolo da cui con movimento molto ampio si arriva a prendere una lama a sinistra (passaggio piuttosto morfologico ma ben protetto, chi è alto è avvantaggiato, chi è basso forse ha un grado in più), 6b+/6c, proseguire su muro compatto con buoni appigli, 6a+, sosta su 2 resinati con catena e un fix in comune con Flavia 2.0, 37 m
 
L2: salire verso il diedro strapiombante, 5c, affrontare la fessura diedro strapiombante con passaggi molto fisici, 7a ottimamente protetto, sfruttare un sistema di appigli che conducono ad uscire sulla sinistra, 6c, sosta su 2 resinati con catena, 15 m
 
L3: salire sullo spigolo con passaggio di difficile interpretazione (noi siamo passati in A0), proseguire su roccia non sempre compatta su fessura diedro, stando molto attenti a ciò che si tira, 6b, superare un vago tettino verso destra, 6b+, proseguire un po’ a sinistra superando un albero e affrontare lo spigolo, 6a, giungendo fino ad una zona di blocchi instabili (massima attenzione soprattutto alla gestione delle corde che possono far cadere un blocco che si trova proprio lungo la linea del tiro), proseguire superando un muretto, 5c, quindi più facilmente, 4a poi II, raggiungere la sosta su due resinati con catena, 50 m (per evitare di toccare il blocco instabile noi abbiamo costruito una sosta intermedia)
 
L4: uscire con facile arrampicata, III, sosta su albero, 10 m
 
Discesa: 

A: dall’uscita seguire il sentiero che in breve porta alla croce della vetta, seguire verso sud il sentiero che scende nel bosco, al primo bivio prendere a destra, al secondo ancora a destra raggiungendo così la cengia alla base della Testa dell’Elefante, che si segue fino ad un piccolo sentiero che taglia a destra e porta alla strada sterrata che si segue fino alla macchina, ore 0,40.

B: seguire il sentiero e poco prima della croce di vetta prendere il sentiero che scende costeggiando la parete verso nord est, tenere sempre la sinistra fino ad una caratteristica grotta, proseguire costeggiando la parete di Perti Nord fino a raggiungere lo Spigolo Nord di Perti, dal quale in breve si ritorna alla partenza della via. Ore 0,20.

Dafne sul delicatissimo L3

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Foto-relazione

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