Pisciadù – Torre Brunico – Via Oltre la Porta

La Via Oltre la Porta alla Torre Brunico, nel Pisciadù, è un’arrampicata di grande soddisfazione nel Gruppo del Sella. Oltre 400 metri di bellezza, suddivisa in due metà da una cengia mediana: nella parte bassa le lunghezze si mantengono uniformi intorno al 6a/6a+ (salvo singoli passaggi più duri), mentre nella seconda metà la scalata diventa decisamente più fisica, aerea e con gradi più alti (fino al 6c+).
 
E’ un itinerario sicuramente più abbordabile delle vicine Anton Aus Tirol o Oro e Carbone, ma attenzione alla chiodatura: non è assolutamente da intendersi come una via sportiva. Anche nella parte inferiore alcuni tiri presentano appena 1 o 2 fix; le protezioni sono generalmente distanziate, facendosi più vicine solo nei tratti chiave, mentre risultano molto distanti o del tutto assenti nelle sezioni di difficoltà tra il V e il 6a+. È quindi fondamentale saper integrare con i friend. 
 
Nota di merito anche per il post-scalata: una volta completata la salita, prima di scendere la Val Setus, una sosta al Rifugio Cavazza al Pisciadù è d’obbligo perché lì c’è lo strudel più buono del mondo!

Relazione redatta da Dafne Munaretto

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Rena in arrivo alla S3
Rena su L4

Zona: Gruppo del Sella, Pisciadù, Torre Brunico

Quota di partenza (m s.l.m.): 2.121 m al Passo Gardena oppure 2.050 m circa al parcheggio della Ferrata Tridentina, 2.200 circa all’attacco della via

Quota di vetta (m s.l.m.): 2.495 m la cima della Torre Brunico, 2.610 circa il Rif. Cavazza al Pisciadù

Apritori: E. Boldrin e M. Maceri nel 2003

Sviluppo arrampicata: 410 m

Tipo di apertura: –

Esposizione: nord

Protezioni: fix distanziati, chiodatura più ravvicinata nei tratti più duri molto distanziata o nulla nei tratti tra il V e il 6a+

Difficoltà: 6c+, 6c obbl.

Note: il consiglio è quello di non lasciarsi ingannare dalla prima metà della via poiché nella seconda metà, dopo la cengia, la musica cambia. Il tiro chiave a nostro avviso non è L8 ma L9 poiché in quest’ultimo, nel tratto in placca, la chiodatura è molto distanziata e non integrabile. In generale, anche nella parte bassa, alcuni tiri hanno 1 o 2 fix, pertanto non è comunque da intendersi come via sportiva

Equipaggiamento: normale da arrampicata, friend fino al 2 BD

Accesso: raggiungere Passo Gardena ove si parcheggia (a pagamento) oppure parcheggiare qualche tornante a valle di Passo Gardena (lato La Villa), nel parcheggio della Ferrata Tridentina (punto GPS qui)

Avvicinamento: se si parcheggia a Passo Gardena imboccare il sentiero 666 per la Val Setus: a quota 2.180 circa, si supera il canale e si scende leggermente, per imboccare la traccia che costeggia le pareti, prima in salita, poi in discesa proprio al cospetto dell’imponente Mur del Pisciadù: nella zona in cui il muro è più verticale ed impressionante sono visibili le vie Anton Aus Tirol e Oro e Carbone. Proseguire ancora costeggiando le pareti in discesa fino a raggiungere la base della Torre Brunico, ove si incontreranno i fix di Ottovolante. Circa 40 metri più a sinistra, appena a destra di un canale è visibile uno strapiombino giallo alto circa 4 metri con fix appena oltre, punto di partenza della nostra via. Ore 0,40. Se si parcheggia al parcheggio della Ferrata Tridentina si segue invece il sentiero 650 per la Ferrata, abbandonandolo nei pressi del bosco per salire a destra costeggiando le pareti (indicazioni per il Rif. Pisciadù): si sale con numerosi tornanti giungendo al di sopra della fascia rocciosa, ove si segue in falsopiano a sinistra il sentiero che giunge sotto le pareti. In vista di esse, senza percorso obbligato, puntare all’attacco della via. Ore 0,40.

Rena sul bellissimo muretto di L6
Dafne sullo splendido L8
Dafne su L9
Rena in uscita sulla placca di L9

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Relazione

L1: salire lo strapiombetto, 6a+ (primo fix alto), e proseguire su bella placca lavorata a volte un po’ umida, 6a+, fino a che la placca si abbatte su tratto più appoggiato, 5c, sosta su 2 fix, 30 m
 
L2: salire il muretto giallo quindi traversare a sinistra, 5c, superare nuovamente un muretto lavorato, 5c, sosta su 2 fix, 20 m
 
L3: salire il muro quindi superare un bombamento fessurato, 6b+, proseguire su placca lavorata, 6a da proteggere, sosta 2 fix 35 m
 
L4: salire a sinistra (clessidra), 5c, quindi affrontare il muro grigio verso lo spigolo, 6a+, dopo un ultimo piccolo bombamento si prosegue su tratto appoggiato, 5c poi 5a sosta su cengia su 2 fix, 50 m
 
L5: affrontare a destra la fessura in dulfer, 6a+ (1 fix), poi puntare senza percorso obbligato (nessuna protezione presente) verso sinistra, 6a poi 5c, puntando sul lato sinistro di un grottone giallo, sosta su 2 fix, 50 m
 
L6: salire il bellissimo muretto giallo verso sinistra, 6a+, superare un bombamento, 6a+, ed uscire a destra, sosta su 2 fix, 20 m
 
L7: traversare a sinistra 3 metri, quindi salire lo spigoletto, 5c, proseguire con andamento verso destra 6a+ poi 6a (clessidra), superare una sosta su 2 vecchi spit a circa 40 metri e proseguire su rocce rotte verso destra, 4a, sosta su 2 fix con catena alla base del muro giallo, 55 m (a destra visibile la sosta di Ottovolante)
 
L8: salire lo splendido tecnico muro a gocce, 6c+, proseguire con andamento verso sinistra su splendidi buchi, 6b, sosta su 2 fix, 25 m
 
L9: salire verso sinistra affrontando uno strapiombo su lame, 6b+, affrontare quindi una placca aleatoria con chiodatura molto lunga, 6c obbligatorio, sosta su 2 fix con catena, 35 m
 
L10: salire il vago diedro fisico, 6b, uscire a sinistra per raggiungere la cima di un enorme blocco, 6a, sosta su 2 fix, 40 m
 
L11: salire il muro giallo, 6a, che diviene strapiombante su buchi distanti, 6c, proseguire in placca, 6a, sosta su 2 fix, 35 m
 
L12: salire verso destra girando lo spigolo affrontare la bella placca grigia, 5c, sosta su 2 fix, 45 m
 
Discesa: al termine della via, aggirando una balza rocciosa si sale leggermente per giungere in cima alla Torre Brunico. Scoprirete che è una torre quasi totalmente staccata dall’altipiano del Pisciadù, se non per una piccola sella rocciosa: si scende leggermente (passi di II esposti), quindi si risale per guadagnare l’altipiano (breve muretto di III). Qui ci si può slegare e proseguire seguendo gli ometti sempre in leggera salita in direzione sud, fino a raggiungere il Rifugio Cavazza al Pisciadù (dove c’è lo strudel più buono del mondo). Da qui si imbocca il sentiero attrezzato 666 che scende la Val Setus e riconduce al sentiero di salita. Strudel a parte considerare circa 1 ora e 30 per la discesa.
Rena sul bel diedro di L10
Rena su L11

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