Seconda Torre di Sella – Via Alea Iacta Est (o Plattenspieler)

La Via Alea Iacta Est alla Seconda Torre del Sella regala una giornata spettacolare e un’esperienza alpinistica incredibile. Questo spettacolare itinerario si sviluppa lungo 270 metri di viaggio verticale, vissuti in totale sintonia con la roccia e l’ambiente severo del lato gardenese del Gruppo del Sella.

La storia di questa via è controversa in quanto questo itinerario nasce nel luglio 1981 per opera di Hans Kammerlander e Werner Beikircher con il nome di Plattenspieler, senza l’utilizzo di spit: il giorno successivo all’apertura il fortissimo Hanspeter Eisendle fece la prima ripetizione in solitaria slegato (quando la ripeterete provate anche solo ad immaginare di salire slegati). Sei anni dopo, Dario Bambusi, Lorenzo e Paolo Meciani aprono Alea Iacta Est ricalcando per la buona parte l’itinerario di Plattenspieler, inserendo quella manciata di spit che oggi si trovano lungo l’itinerario. 

In ogni caso, sin dalle prime battute la via dichiara il suo carattere arguto: sui primi tre tiri, infatti, il VII grado è il protagonista assoluto, declinato su tecniche placche che richiedono una lettura impeccabile. La linea impone un importante ingaggio psicologico, alternando passi tecnici a lunghi tratti improteggibili dove la concentrazione deve rimanere altissima. Si tratta di un’avventura che si può totalmente definire da proteggere: in parete sono presenti soltanto pochi vecchi spit da 8 mm, oggi non più affidabili per trattenere un’eventuale caduta.

Una perla dolomitica resa in parte più sicura grazie alla sistemazione delle sole soste S2, S3, S4 e S5, dove, l’Istruttore Guida Alpina Nicola Tondini con gli allievi del Corso Guide del Friuli Venezia Giulia, ha inserito un nuovo fix con anello. 

Relazione redatta da Dafne Munaretto

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Dafne su L1
Rena in arrivo alla sosta di L1
Dafne su L2

Zona: Gruppo del Sella, Torri di Sella, Seconda Torre

Quota di partenza (m s.l.m.): 2.218 m a Passo Sella, 2.360 circa all’attacco della via

Quota di vetta (m s.l.m.): 2.599 m 

Apritori: la via originale, con il nome di Plattenspieler fu aperta da Hans Kammerlander e Werner Beikircher nel luglio 1981, ricalcata per buona parte da Dario Bambusi, Lorenzo e Paolo Meciani nel 1987 con il nome di Alea Iacta Est. Prima solitaria slegato: Hanspeter Eisendle nel 1981

Sviluppo arrampicata: 270 m per la via, 40 m ulteriori per la cima

Tipo di apertura: dal basso con chiodi tradizionali, clessidre e qualche spit da 8 mm

Esposizione: nord

Protezioni: qualche vecchio chiodo, qualche clessidra, qualche vecchio spit da 8 mm lungo i tiri. Su S2, S3, S4, S5, in occasione del Corso Guide Friuli Venezia Giulia con l’Istruttore Nicola Tondini è stato inserito un nuovo fix con anello in integrazione ai vecchi spit presenti (vedi dettagli in relazione)

Difficoltà: VII, VII obbl.

Note: splendido itinerario sulle placche compattissime del versante Nord della Seconda Torre. Da L2 in poi la via sta a sinistra della più famosa Messner. E’ richiesto parecchio sangue freddo in particolare su L1 ed L3 per i lunghi runout improteggibili tra i pochi vecchi fix presenti

Equipaggiamento: normale da arrampicata, cordini per clessidre, friend fino al 2 BD

Accesso: da Canazei salire a Passo Sella, ove si parcheggia

Avvicinamento: da Passo Sella, nei pressi dell’Hotel Maria Flora lato Val Gardena, imboccare il marcato sentiero segnavia 31 che mezzacosta si dirige verso l’evidente torre: superare una pietraia quindi salire i ghiaioni con buona traccia portandosi alla base della Seconda Torre. Nei pressi dello spigolo, in corrispondenza di una targa attacca la Via Kasnapoff. Salire ancora circa 50 metri individuando un cordino in clessidra a circa 4 metri da terra, punto di attacco della nostra via. Circa 10 metri a sinistra è presente il diedro di attacco della Via Messner. Ore 0,25.

Rena in uscita su L2
Dafne in partenza su L3
Rena in arrivo su L3

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Relazione

L1: salire la bellissima placca a buchi (clessidra poi chiodo con cordino), VI-, quindi traversare un paio di metri a destra e risalire ora verso sinistra, VI-, traversare nuovamente a destra in corrispondenza di un vecchio spit, e qui risalire per vaga rampa compatta, VII con lungo runout non integrabile fino ad un secondo vecchio spit, proseguire ancora con andamento verso sinistra (clessidra), VI-, fino alla sosta su 2 chiodi della Via Messner, 40 m
 
L2: salire un paio di metri nel diedro della Via Messner per abbandonarlo immediatamente puntando al vecchio spit, VII-, traversare a sinistra per raggiungere un secondo vecchio spit, VII-, quindi salire dritto ad una nicchia gialla, VI stupendo, traversare nuovamente a sinistra (vecchio spit), VI, quindi per placca salire dritto, VI+, alla sosta su chiodo, vecchio spit e nuovo fix nuovo con anello, 35 m
 
L3: traversare a destra ad un vecchio spit, V+, quindi salire una splendida placca a buchi puntando ad un secondo vecchio spit, quindi ad un terzo vecchio spit (fin qui è possibile con buon occhio integrare le protezioni), VI+, a questo spit, in vista della sosta a destra della Via Messner, non puntare ad essa ma salire dritto con lungo runout improteggibile, VII, per raggiungere un vecchio spit, quindi una clessidra con cordone. Qui proseguire ancora leggermente a sinistra di essa puntando alla direttiva di un diedro giallo, VI+, per poi traversare decisamente a destra alla sosta su 2 chiodi e nuovo fix con anello, 45 m
 
L4: salire il bellissimo diedro giallo fino alla sua metà, VI-, quindi spostarsi a sinistra e salire lungamente con andamento verso sinistra la splendida placca a buchi seguendo il facile, V+ (2 clessidre), sosta su nuovo fix con anello, chiodo e vecchio spit, 40 m
 
L5: traversare a sinistra con splendido traverso molto esposto, V+, quindi salire subito il muretto compatto verso un buco giallo, per tornare a destra verso la rampa, VI-, proseguire lungo la rampa (poco proteggibile), V+, quindi raggiungere un chiodo e traversare a sinistra, IV+, affrontare ancora un muretto verificando gli appigli (tratto spesso un po’ umido), giungendo in sosta su chiodo e nuovo fix con anello, 45 m
 
L6: traversare a destra 5 metri per salire la bellissima rampa senza mai abbandonarla, IV+ poi IV-, sosta su cengia su enorme clessidra formata da un grande blocco che poggia sulla parete, 45 m
 
L7: salire il muro sopra la sosta e affrontare il vago diedro giungendo al di sopra del pilastro, IV+, 20 m
 
Da qui si giunge verso destra alla forcella che con un breve camino, IV, conduce ad una sosta su anello da calata, quindi alla cima, 40 m
 
Discesa: dalla cima tornare sui propri passi all’ancoraggio per una breve calata (15 m) nel camino giungendo ad una forcella. Seguire verso sud la traccia di sentiero esposto con passaggi di I e II (numerosi ometti) che porta leggermente verso sinistra viso a valle (presenti alcuni ancoraggi per assicurare i tratti più esposti), per poi ricongiungersi con la Via Normale della Prima Torre. Da qui scendere brevemente e reperire una sosta da calata che con una doppia di 30 metri deposita al sentiero alla base delle rocce. Seguire il sentiero in direzione ovest (verso Passo Sella), superare un tratto franoso, quindi scendere un tratto più ripido con cavo di acciaio e proseguire poi in falsopiano verso il sentiero di salita. Ore 1,45.
Dafne sul bellissimo diedro di L4
Rena su L4, dietro maestoso il Sassolungo
Dafne su L5, dietro la Terza Torre

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