Massiccio del Monte Rosa – Punta Perazzi – Cresta Perazzi

La Cresta Perazzi alla Punta Perazzi (3.906 m) è un itinerario alpinistico straordinario, dal sapore antico, dall’impegno fisico notevole e dalla pretesa di quell’attenzione e delicatezza nel sollecitare appigli ed appoggi e nel proteggere l’intera cresta.

In un’epoca in cui le vie normali e i rifugi del Massiccio del Monte Rosa sono presi d’assalto, questa via alla cima della Punta Perazzi è un’esperienza di alpinismo selvaggio e solitario. Una linea logica, di notevole sviluppo e pochissimo blasonata, dove l’avventura è garantita da un isolamento totale e da una chiodatura praticamente inesistente.

Per ottimizzare i tempi, l’uso delle e-bike è caldamente consigliato: la pedalata si interrompe ai Piani di Verra Superiori (2.380 m).
Da qui si prosegue a piedi per un breve tratto di sentiero, che ben presto si abbandona per risalire una lunga valle isolata. L’attacco della cresta si trova a una quota di circa 3000 metri.

Stupiscono i primi metri di scalata, verticale, con splendide fessure e buona roccia.

Le difficoltà digradano leggermente, ma non bisogna abbassare la guardia; si continua a scalare costantemente su terreno mai banale e spesso esposto, sempre sul filo di cresta, fino a circa 3.500 m.

La cresta diventa poi un terreno di sfasciumi d’alta quota, interrotto da qualche passaggio di arrampicata non difficile ma decisamente delicato per la qualità della roccia. Una bella sella nevosa conduce infine in cima alla Punta Perazzi, proprio ai piedi della maestosa parete del Castore.

La discesa non è affatto scontata e, seppur il tratto più impegnativo sia breve, richiede massima concentrazione: si affronta una prima sezione affilata di neve e ghiaccio dove è assolutamente vietato cadere, quindi una breve discesa su cresta rocciosa che deposita sul ghiacciaio, attraverso il quale si raggiunge il Rifugio Quintino Sella al Felik. Da qui comincia una lunga discesa per cresta fino al Colle della Bettolina, da cui si devia per scendere nuovamente ai Piani di Verra su sentiero dal primo tratto scomodo su pietre instabili. Si recuperano le e-bike per un veloce (e provvidenziale) rientro al punto di partenza, per un totale di circa 2300 metri di dislivello.

Una giornata che, compresa una piacevole pausa di un’oretta e mezza all’accogliente Rifugio Quintino Sella al Felik, ci ha impegnati per oltre 12 ore.

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L’avvicinamento in e-bike
L’isolata valle che porta all’attacco, visibile sulla prima forcella a sinistra: di fronte a noi tutta la cresta da percorrere

Zona: Punta Perazzi (Massiccio del Monte Rosa)

Quota partenza (m s.l.m.): 1690 m (Parcheggio di Saint-Jacques-des-Allemands), 3000 m circa l’attacco della cresta

Quota vetta (m s.l.m.): 3.906 m  (cima della Punta Perazzi)

Apritori: non ci sono apritori noti, probabilmente è stata salita dalle Guide Ayas negli anni 30

Sviluppo: 1200 metri circa di difficoltà in arrampicata, 2500 m circa l’intero sviluppo di cresta

Esposizione: sud-ovest, ovest

Protezioni: pressochè nulle, 2 soli chiodi tradizionali su L2

Difficoltà: D-, V solo sulla prima lunghezza, tra IV- e II la prima metà di cresta, I e II la seconda metà di cresta

Note: la maggior parte della salita si percorre generalmente in conserva, ad eccezione delle prime due lunghezze. Tutte le soste sono da attrezzare. L’itinerario segue il filo di cresta ma va comunque ricercato. E’ necessaria delicatezza sugli appigli ed appoggi, in particolare nella seconda metà della cresta. Considerare bene le tempistiche, anche considerando il fatto che la cresta fino alla sua prima metà offre alcune vie di fuga sulla destra che riconducono al percorso di avvicinamento.

Equipaggiamento: normale per salite di misto classico, friend fino al giallo BD, fettucce e cordini, ramponi e piccozza per l’ultimo tratto di cresta e per la discesa

Accesso: risalire la Val d’Ayas fino a Saint-Jacques-des-Allemands e parcheggiare a Place de la Grotte (punto GPS qui)

Avvicinamento: dalla Place de la Grotte è necessario raggiungere i piani di Verra Inferiore. Ciò è possibile a piedi seguendo il sentiero con indicazioni per Piani di Verra e Rifugio Guide Ayas che sale nel Beau Bois (Bel Bosco) (segnavia 7), oppure in e-bike imboccando la strada Chemin de Verra che diviene presto sterrata e che lungamente raggiunge i Piani di Verra Inferiori (2.060 m). Da qui, sia a piedi che con e-bike conviene seguire la poderale Chemin de Verra (con qualche taglio dei tornanti per il percorso a piedi), per raggiungere un lungo pianoro, quindi i Piani di Verra Superiori (2.380 m). Si prosegue quindi in direzione nord lungo il sentiero 7A per circa 700 m, fino a raggiungere il torrente principale: qui si sale lungamente il pendio contornando una pietraia, puntando alla sinistra di una bastionata rocciosa con sottostanti alcune placche, per giungere ad una ampia valle compresa tra un crinale minore a destra e la nostra cresta a sinistra. A quota 2800 m circa si risale quindi la pietraia per puntare alla bastionata rocciosa che si trova a nord: sarà presto visibile un evidente colle tra una piccola punta a sinistra ed un muro compatto di roccia a destra, solcato da una evidente fessura, punto di attacco della via (coordinate approssimative dell’attacco 2’625’714 E 1’083’984 N).

Dafne sulla fessura di attacco
Lorenzo su L2
Lorenzo su uno spendido passo in discesa

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Dafne in cresta
La bella cresta

Relazione

La via sale l’evidente fessura da proteggere che solca la parete, V, e, ove essa diviene più larga con alcuni blocchi incastrati è possibile traversare un paio di metri a destra e salire uno splendido fessurino, IV, che conduce ad un tratto appoggiato ove si allestisce la sosta a friend alla base di una evidente fessura/camino, 30 m. Salire quindi direttamente nel camino, V- poi IV, (presente 1 chiodo tradizionale), quindi uscire su placche appoggiare (presente un secondo chiodo, ultimo della via), sosta da attrezzare su friend o spuntone, 30 m.

Successivamente la via prosegue sempre sul filo di cresta con alcuni passaggi in discesa, III+ e III, fino alla base di un torrione rosso che si aggira sulla destra, per proseguire lungamente ricercando i passaggi a destra e sinistra della cresta stessa, III, fino a giungere ad un grosso ometto che segna all’incirca la metà dello sviluppo della cresta. Da qui l’arrampicata si fa più facile (II e I), alternata a tratti di camminata, ma su terreno decisamente più instabile (attenzione). A quota 3600 m circa si supera un risalto rosso più verticale seguendo un diedro, IV, che conduce con tratti di rocce rotte alla cresta nevosa arrotondata che, a seconda della stagione e dell’innevamento può essere più o meno lunga, fino a condurre nuovamente ad un tratto di sfasciumi che conducono all’evidente cima della Punta Perazzi (3.906 m).

Discesa: lungo la Via Normale della Punta Perazzi. Dalla cima scendere per un breve tratto di misto in direzione nord-est, per poi percorrere la cresta di neve/ghiaccio con un breve tratto che può essere molto esposto sia verso il Ghiacciaio del Castore che verso il Ghiacciaio del Felik (vietata la pigrizia di non mettere i ramponi). Superata la neve seguire senza timore la stessa direzione per scendere la cresta rocciosa con blocchi che permette a circa 30 metri dal ghiacciaio di abbassarsi a destra per raggiungere lo stesso. Proseguire sul Ghiacciaio del Felik innestandosi con il percorso della Via Normale al Castore, raggiungendo il Rifugio Quintino Sella al Felik (3.580 m). Da qui seguire il segnavia 9 che con lungo percorso attrezzato su bellissima cresta conduce al Colle della Bettolina Superiore (3.100 m). Attenzione a non scendere troppo, in quanto bisogna imboccare lo scomodo sentiero segnavia 8 che scende per pietraia in direzione di un lago. Il sentiero scende quindi ad un pianoro a sinistra del lago stesso quindi conduce ai Piani di Verra Superiore (dalla cima considerare almeno 3 ore pause escluse). Da qui per percorso di salita si raggiunge Saint-Jacques. E’ anche possibile dal Colle della Bettolina Superiore proseguire per il Colle della Bettolina Inferiore, quindi raggiungere il Colle della Bettaforca per prendere l’impianto che conduce all’Alpe della Forca, quindi con segnavia 9 raggiungere Saint-Jacques.

La cresta nevosa che porta alla cima
Selfie di vetta
La breve ma insidiosa discesa
Sul Ghiacciaio del Felik
Il lunghissimo rientro ai Piani di Verra

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