Pic Adolphe Rey – Via Notte di San Silvestro

La Via Notte di San Silvestro è un itinerario che si sviluppa sulla parete Ovest del Pic Adolphe Rey. Superato lo zoccolo e salito il canale su sfasciumi, si raggiunge la compatta parete: i primi due tiri sono molto impegnativi ed affrontarli all’ombra certamente non aiuta a renderli più docili. A questi segue una bellissima arrampicata che conduce sulla cima Ovest del Pic Adolphe. Un itinerario sicuramente da non sottovalutare, sia per l’avvicinamento alpinistico, sia per la difficoltà dei tiri integralmente da proteggere.

Il nome ricorda il temporale che investì la Guida Alpina Enrico Rosso con Marco Shwarzemberg durante l’apertura nel 1985.

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Relazione redatta da Dafne Munaretto

Giovanni Bassanini Guida Alpina affronta on sight il fessurino di dita di L1

Zona: Monte Bianco, Mont Blanc de Tacul, Pic Adolphe

Quota partenza (m s.l.m.): 3466 m (Punta Helbronner), 3250 m circa alla base dello zoccolo, 3400 m circa l’attacco della via

Quota vetta (m s.l.m.): 3536 m

Apritori: Guida Alpina Enrico Rosso e Marco Shwarzemberg il 18 luglio del 1985

Sviluppo: 200 m lo zoccolo + 150 m per la via

Tipo di apertura: dal basso con protezioni tradizionali 

Esposizione: ovest

Difficoltà: 7a+, 6b A1 obbl.

Note: itinerario molto impegnativo se affrontato integralmente in libera. Se si procede con l’aiuto delle protezioni veloci è necessario avere 3 serie di friend come indicato alla voce materiale

Protezioni presenti: fix alle soste, i tiri sono integralmente da proteggere

Equipaggiamento: ramponi e piccozza per l’avvicinamento, friend fino al 5 B.D, tripli dallo 0,75 al 3 B.D.,

Accesso: da Courmayeur salire in funivia a Punta Helbronner

Avvicinamento: da Punta Helbronner oltrepassare il Col Flambeaux e seguire la traccia che costeggia l’Aiguille de Toula e scendere per circa 150 metri. Qui proseguire verso sinistra lungo la traccia che porta verso la parete nord della Tour Ronde, quindi dapprima puntare in direzione del Grand Capucin, poi seguire la traccia che piega verso destra e scende verso il Pic Adolphe. Da qui è visibile la parete ovest. Cercando di perdere pochi metri di quota si raggiunge la base della parete grosso modo lungo la direttiva dell’enorme linea di quarzo che taglia verticalmente il pilastro rosso: qui alla base si trova una sosta su 2 fix con cordone, da cui si procede un paio di metri a destra su due fix con cordone che permettono di salire alla zona di sfasciumi, sosta su due fix con cordone, 30 m. Da qui salire alla meglio (presenti soste con cordone) fino a raggiungere la base della vera e propria Parete Ovest, fino alla verticale di un evidente diedro con grande macchia rossa. In alternativa, se le condizioni lo permettono, è possibile salire il canale a sinistra della parete e tagliare verso la parete lungo la zona di sfasciumi. Ore 1,30 – 2,00 a seconda delle condizioni.

Gio passeggia sulla fessura a incastro di L2
Gio su L3
Marco in uscita sulla cengia di L4

Relazione

L1: salire a destra del grosso diedro superando una lama in orizzontale e reperire una piccola fessurina di dita che si sale con passi ostici e grande continuità, 7a+ (salito on sight dalla Guida Alpina Giovanni Bassanini che propone il grado), sosta su 2 fix con cordone e anello di calata, 15 m 

L2: salire l’evidente faticosa fessura sopra la sosta con tecnica ad incastro (salito on sight dalla Guida Alpina Giovanni Bassanini che propone il grado), 7a, sosta su 2 fix con cordone e anello di calata, 35 m

L3: salire lungo la grande fessura-camino verso destra, 6b, fino raggiungere una lunga terrazza che forma una cengia, su 2 fix sul margine destro, 20 m

L4A: salire verso destra appena dietro lo spigolo per tornare a sinistra sotto un vago tettino, 6b+, superare un tratto fessurato strapiombante con buoni appigli, 6b, quindi attrezzare una sosta su friend su una vaga terrazza sotto ad un diedro con vecchio cordone, 30 m. Da qui un breve trasferimento orizzontale verso sinistra, III, conduce alla sosta su 2 fix con cordone ed anello di calata, 15 m

L4B: salire l’esile fessura che presenta alcuni chiodi tradizionali, da cui si esce verso sinistra per raggiungere la sosta su 2 fix con cordone ed anello di calata, 35 m

L5: salire la placca appoggiata, 5c, quindi il bellissimo diedro solcato da una fessurina, 6b+, che conduce ad una terrazza, proseguire leggermente a destra per superare un muretto seguendo il facile, sosta su friends fortemente consigliata, 35 m

L6: salire su tratto appoggiato con bellissima fessura/diedro verso sinistra, 5a, per raggiungere la sosta su 2 fix con cordone ed anello di calata sulla sommità sinistra del Pic Adolphe, 15 m

Discesa: doppie lungo la via come di seguito descritto.
D1: da S5 a S4 (attenzione che questa calata richiede un pendolo per superare un diedro presente nei pressi di S4), 45 m
D2: da S4 a S2, 40 m
D3: da S2 a terra, 45 m
Da qui a ritroso sullo zoccolo per percorso di salita, fino a reperire la sosta del primo tiro dello zoccolo, da cui ci si cala fino al ghiacciaio, quindi per traccia di accesso si rientra al Rifugio Torino.

Dafne su L4
Dafne sull’ultima doppia

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Foto-relazione

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