Lagazuoi Piccolo – Settore Centrale – Via Odio la Guerra

La Via Odio la Guerra al Settore Centrale del Lagazuoi Piccolo, nella zona del Passo Falzarego, è una bellissima arrampicata sportiva di difficoltà uniformi tra il 6a+ e il 6c, ottimamente chiodata e su roccia ottima. 

Bellissimo è anche il rientro, che letteralmente avviene attraverso la storia: come per gli altri itinerari di questo settore infatti esso avviene attraverso la Cengia Martini.

Relazione redatta da Dafne Munaretto

Fabio su L2

La storia della Cengia Martini

All’inizio della Prima Guerra Mondiale infatti gli austriaci occupavano la cima del Lagazuoi, una posizione dominante e apparentemente inespugnabile: il 18 ottobre 1915, un gruppo di alpini guidati dal sottotenente Ettore Martini compì un’impresa alpinistica eccezionale occupando di sorpresa la cengia sospesa a metà parete. Gli italiani si asserragliarono lì, costruendo baracche letteralmente aggrappate alla roccia. Da quella posizione strategica (che prese il nome di Cengia Martini), gli alpini riuscivano a bloccare i rifornimenti austriaci verso il Passo Valparola.

Non riuscendo a cacciare gli italiani con l’artiglieria e i cecchini, gli austriaci decisero di scavare dentro la montagna per far saltare in aria la cengia dall’alto. Iniziò così una spaventosa guerra sotterranea a colpi di mine: gli austro-ungarici fecero esplodere ben quattro mine per far crollare la parete sopra la cengia, ma gli alpini, rifugiati negli anfratti profondi, sopravvissero incredibilmente ogni volta e rioccuparono subito le posizioni.
Per proteggersi e contrattaccare, gli italiani iniziarono a scavare a loro volta una galleria strabiliante all’interno della roccia. Il 20 giugno 1917, gli alpini fecero brillare una mina gigantesca (oltre 32.000 kg di esplosivo) sotto la cima del Lagazuoi occupata dagli austriaci, distruggendo l’anticima. A seguito della disfatta italiana di Caporetto, l’esercito italiano dovette ritirarsi precipitosamente dalle Dolomiti per ripiegare sul Monte Grappa e sul Piave, abbandonando la cengia e le gallerie intatte, che noi oggi visitiamo in discesa da questa bella via.
 
Fabio su L1

Zona: Gruppo di Fanes, Lagazuoi

Quota di partenza (m s.l.m.): 2120 m a Passo Falzarego, 2250 m circa all’attacco della via

Quota di vetta (m s.l.m.): 2420 circa al termine della via

Apritori: Mario Dibona e Andrea Bacchin 

Sviluppo arrampicata: 200 m

Tipo di apertura: dal basso con fix e qualche chiodo tradizionale

Esposizione: sud

Protezioni: fix, qualche chiodo tradizionale

Difficoltà: 6c, 6b obbl.

Note: bellissima via sportiva

Equipaggiamento: normale da arrampicata

Accesso: raggiungere il Passo Falzarego e parcheggiare nei pressi della funivia

Avvicinamento: salire la pista segnavia 402 per 5 minuti fino a deviare a sinistra su una traccia che sale appena a destra del ghiaione, direttamente in direzione dell’attacco della via, che avviene nei pressi di un sasso staccato a destra dello spigolo. Targhetta alla base. Ore 0,25.

Fabio sulla placca iniziale di L2
Dafne su L3

Relazione

L1: salire al chiodo con cordone quindi proseguire con andamento verso destra (fix), 5b, aggirare a destra un tettino, 5b, quindi affrontare la placca verticalmente, 5c, fino a poter traversare facilmente a sinistra, 4c, sosta su 2 fix, 35 m
 
L2: salire la bellissima placca, 6a, quindi affrontare un tratto più povero di appigli da interpretare, 6b, proseguire verso destra, 6a+ poi 6a, sosta su 2 fix, 35 m
 
L3: salire placca verso destra, 6a, superare uno strapiombino ben ammanigliato, 6a+, e per placca uscire a sinistra alla sosta da calata, 15 m
 
L4: salire la placca verso destra, 6a, ed uscire a sinistra per cengia, superare un bombamento, 6b, quindi salire in placca ancora verso sinistra, 6a+, proseguire dritto alla cengia, sosta su 2 fix su uno speroncino a destra di un piccolo camino, 45 m
 
L5: salire il camino quindi la placca verso sinistra, 6b+ poi 6c (cordone per eventuale azzero), uscire a sinistra 6b, poi per rampa verso sinistra raggiungere la sosta da calata, 25 m
 
L6: salire un bombamento boulderoso, 6c+ o A0 (probabilmente si è staccato qualcosa ed una presa gialla sta per staccarsi), proseguire verso destra per raggiungere un muretto giallo verticale, 6b, che si segue verso sinistra, 6a+, proseguire ancora su bella placca grigia, 6a, sosta su 2 fix, 45 m (allungare le protezioni)
 
Discesa: al termine della via si sale per terreno detritico con andamento verso destra, fino a raggiungere una traccia che su terreno detritico (talvolta esposto, prestare attenzione), conduce all’evidente Cengia Martini. Qui si prosegue per sentiero e gallerie fino a ricongiungersi con il sentiero principale che rientra verso la funivia. Ore 1,00.
Fabio in uscita su L5
Dafne e Fabio su L5

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Foto-relazione

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