Aiguille de Rochefort – Cresta di Rochefort
La Cresta di Rochefort è senza dubbio una delle vie alpinistiche più celebri, eleganti e fotografate dell’intero arco alpino. Situata nel cuore del Massiccio del Monte Bianco, questa affilata ed estetica linea di neve e ghiaccio fluttua stabilmente intorno ai 4.000 metri di quota, offrendo una traversata di ghiaccio/misto classico di grande bellezza.
Dal Rifugio Torino (3.375 m) si attraversa il Ghiacciaio del Gigante fino alla terminale, risalendo poi un canalone di misto e sfasciumi fino alla Gengiva (3.850 m), alla base del Dente del Gigante. Da qui inizia la vera e propria Cresta di Rochefort: un filo di neve e ghiaccio straordinariamente affilato ed esposto, che richiede passo fermo e perfetta tecnica di corda corta per aggirare le spettacolari cornici e rocce sospese nel vuoto. Superata la sezione più nevosa, si affronta un tratto più roccioso con qualche passaggio di II e III grado, che conducono alla stretta vetta dell’Aiguille de Rochefort (4.001 m).
La discesa si effettua a ritroso per la stessa via d’andata, prestando massima attenzione al riscaldamento della neve nelle ore centrali.
Zona: Aiguille de Rochefort (Massiccio del Monte Bianco)
Quota partenza (m s.l.m.): 3375 m (Rifugio Torino), 3850 m circa l’attacco della cresta
Quota vetta (m s.l.m.): 4001 m (cima dell’Aiguille de Rochefort)
Apritori: il primo passaggio in cresta: Il 18 luglio 1900, gli italiani Ettore Allegra, Pierre Dayné, Alexis Brocherel e la celebre guida Laurent Croux percorsero per la prima volta la cresta in discesa, dopo essere saliti dalla Val Ferret dalla cresta SSE.
Sviluppo: circa 600 metri per giungere alla Gengiva, 900 m per la cresta
Esposizione: cresta E-O
Protezioni: alcune corde fisse, alcuni fix nei passaggi rocciosi, alcune soste da calata
Difficoltà: AD, alcuni tratti di misto e roccia (max III+)
Note: le difficoltà possono variare a seconda delle condizioni di innevamento. La maggior parte della salita si percorre generalmente in conserva, ad eccezione di alcuni tiri di corda nei tratti più impegnativi. La cresta presenta numerosi saliscendi (occorre quindi una buona sicurezza anche in disarrampicata). Lo zoccolo della Gengiva è soggetto a scariche di sassi, in particolare in giornate calde e sopratutto se ci sono molte cordate davanti. È imperativo superare questo tratto la mattina presto con il rigelo notturno e prestare massima attenzione quando ci si muove in conserva.
Equipaggiamento: normale per salite di misto classico, qualche fettuccia e friends fino al verde BD
Accesso: da Courmayeur salire in funivia a Punta Helbronner, quindi con l’ascensore scendere al Rifugio Torino
Avvicinamento: dal piazzale del Rifugio Torino (3.375 m) seguire la traccia che scende in direzione nord nel Ghiacciaio del Gigante, costeggiando la base delle Aiguilles Marbrées (3.300 m): si punta quindi verso nord-est in direzione dell’evidente e imponente versante sud-ovest del Dente del Gigante. Man mano che ci si avvicina alle rocce per pendio più ripido (fino a 35°-40°), si punta ad un evidente canale (detritico o neve/ghiaccio a seconda delle condizioni), alla base del quale è presente la crepaccia terminale che generalmente solo a fine stagione può presentare problemi di superamento.
Al termine del canale si giunge ad una sella rocciosa da cui si sale un lungo tratto di sfasciumi (passi di I grado) seguendo le tracce e gli ometti, giungendo alla base di un grosso gendarme compatto alla base del quale si piega per cengia verso sinistra, giungendo ad un canalino ghiacciato, proseguendo quindi per tratti di misto e sfasciumi fino a sbucare nella splendida Salle à Manger della Gengiva (3850 m), proprio ai Piedi del Dente del Gigante. Da qui parte la Cresta di Rochefort.
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Relazione
La cresta nevosa ed affilata, dapprima scende leggermente, per poi alternare qualche breve tratto di misto, dal quale nuovamente si risale (attenzione alle imponenti cornici che si affacciano sulla Val Ferret), fino ad aggirare a destra una piccola punta rocciosa, ove dopo pochi metri è presente una sosta da calata con corda fissa per superare una placca rocciosa. Qui è possibile disarrampicare con l’aiuto della corda fissa, oppure effettuare una calata (tale calata per depositare in una zona sicura è di circa 40 metri, spezzabile a circa 25 metri su di un fix con cordone molto scomodo). Dal fix con cordone infatti si deve scendere ancora circa 8 metri di ghiaccio vivo per portarsi ad una sella meno esposta. Proseguire ancora per cresta nevosa, quindi per tratti di misto su blocchi da verificare, che inizialmente tengono la destra del filo di cresta, per giungere alla base di una parete più compatta ove è presente una sosta su 2 fix con cordone e maglia rapida. Qui si traversa per cengia detritica circa 5 metri a sinistra (fix), quindi si sale un vago canale per raggiungere una sosta da calata. Proseguire quindi per logico percorso su roccia più compatta (presenti soste a fix a circa 20 m), fino a sbucare sulla piccola cima nevosa dell’Aiguille de Rochefort (4001 m).
Da qui è possibile proseguire ancora dapprima per cresta nevosa poi per rocce instabili fino al Dome de Rochefort (4015 m), effettuando in questo modo l’intera traversata di Rochefort.
Discesa: a ritroso per il percorso di salita
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