Monte Cucco – Via Dove Va Zizì

La Via Dove Va Zizì a Monte Cucco è uno splendido itinerario aperto da Alessandro Grillo. La chiodatura severa odierna rende il grado massimo assolutamente obbligatorio, in particolare su L2, in cui si affronta una splendida placca compatta abrasiva, povera di appigli.

Gianni su L1

Zona: Orco Feglino, Monte Cucco

Sviluppo arrampicata: 100 metri

Apritori: Alessandro Grillo

Tipo di apertura: dall’alto

Esposizione: ovest

Protezioni: via attrezzata a resinati e qualche chiodo vecchio, la distanza tra le protezioni rende il grado massimo obbligatorio

Difficoltà: 6b+, 6b+ obbl.

Note: la via è di grande bellezza ma richiede decisione, in particolare in L2, tiro chiave

Equipaggiamento: normale da arrampicata, friend non necessari in quanto inutilizzabili

Accesso: da Feglino scendere verso Final Borgo, al bivio prendere a sinistra per Orco, giunti alla Pizzeria il Rifugio prendere in salita a destra fino al campeggio di Monte Cucco, poco più avanti piazzale sterrato con parcheggio per poche auto

Avvicinamento: dal parcheggio salire direttamente verso la parete fino ad individuare l’evidente fessura con albero morto della Via Pulce: circa 10 metri a sinistra di essa parte la Via Dove Va Zizì, prima fila di resinati vicino ad una zona vegetata. Ore 0,10.

Dafne sul tecnico L2

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Relazione

L1: salire su bella placca appena a destra di una zona con roccia friabile, 6a, proseguire su bella placca con buchi netti che appaiono a sorpresa, quindi superare una piccola fessura dolorosa per le dita, 6a+, proseguire quindi verso la sosta, 5c, sosta su 2 resinati da collegare, 20 m

L2: salire sopra la sosta, il tiro prosegue sempre verticalmente con passaggi impegnativi ed obbligatori, 6b lungo tutto il tiro, uscita 6b+, sosta su resinati con catena, 20 m

L3: traversare a destra sotto un tetto su nuovi resinati, 6a, proseguire verso destra ed alzarsi per raggiungere un resinato posizionato in maniera un po’ illogica, 6a+, raggiungere un tratto in placca verticale, 6a, quindi affrontare nuovamente uno strapiombino, 6a+, sosta su 2 fix con catena e 2 vecchi spit, 25 m (la prima parte del tiro originariamente proseguiva dritto per poi piegare leggermente a destra ricongiungendosi con l’odierno tracciato, ancora visibili i chiodi) 

L4: salire leggermente verso destra, 5a, affrontare una fessura verticale quindi uno strapiombino ammanigliato, 5c, superare un’ultima placca, 5c, e raggiungere la sosta su 2 vecchi spit con catena e uno spit, 20 m

L5: salire verso destra lungo un diedro da proteggere, 4c, sosta su chiodo ad anello cementato, 10 m

Discesa: in doppia da L4, oppure dalla cima reperire tracce a destra nel bosco tenendo d’occhio il margine della parete. Dopo circa 180 metri ci si trova al di sopra del canyon, si scende al suo interno grazie ad una corda fissa, lo si percorre verso ovest, poi si scende per roccette con spezzoni di corda, fino a raggiungere una corda fissa: si può scendere lungo di essa oppure fare una breve calata, 20 m. Scendere per sentiero (ancora breve tratto con corda fissa), si raggiunge la base della parete poi per traccia nel bosco si rientra al parcheggio. Ore 0,30.

Gianni al tramonto su L3

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Foto-relazione

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