Scialpinismo – Val Veny – Mont Fortin
La gita di scialpinismo al Mont Fortin è una bellissima salita di ampio respiro che si può affrontare sia utilizzando gli impianti della Val Veny-Courmeyeur, sia risalendo la Val Veny. In entrambi i casi è comunque una gita da non sottovalutare, in particolare nella sua parte finale in cui il breve pendio sotto la cima diviene più ripido e talvolta con neve dura, con la frequente presenza di cornici che difendono la vetta.
Negli inverni più nevosi la strada per la Val Veny è chiusa da fondovalle ed è quindi sconsigliabile salire senza impianti. Quando la strada invece è aperta fino a La Visaille, è necessario tenere conto, più che del dislivello, del lungo spostamento per risalire i pianori della Val Veny.
Gli impianti invece regalano quota iniziale, ma, quando si abbandonano, conducono fuori dalla comfort-zone poichè ci si immerge in un vallone isolato in cui valutare le condizioni di neve e la discesa su terreno che non si conosce.
Impagabile è il paesaggio sul versante italiano del Massiccio del Monte Bianco: la storia dell’alpinismo è di fronte ai nostri occhi per tutta la gita.
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Relazione redatta da Dafne Munaretto
Quota di partenza (m s.l.m.): se la strada della Val Veny è aperta, 1.740 al parcheggio La Visaille se si sale senza impianti. Con gli impianti da Entreve-Val Veny si seguono gli impianti Val Veny – Zerotta – Checrouit – Youla (2.620 m) ed eventualmente Arp (2.755 m) (vedi foto-mappa)
Quota di vetta (m s.l.m.): 2.758 m
Difficoltà: BS/BSA
Stagione: da dicembre a aprile
Luogo: Courmayeur, Val Veny
Dislivello salita: 1.090 m senza impianti da La Visaille, 660 m circa con gli impianti da Youla, 600 m circa con gli impianti da Arp
Dislivello discesa: come in salita senza impianti, 1580 D+ (somma dislivelli in discesa con impianti)
Orientamento: nord/est
Tempo di salita: dalle 1.45 alle 2.30 ore, variabile secondo il proprio passo, l’innevamento e le condizioni
Equipaggiamento: normale da scialpinismo, ARTVA, pala e sonda, rampant in caso di neve dura. Consigliabile avere con se piccozza e ramponi se il pendio sotto la cima fosse ghiacciato.
Accesso:
Senza impianti: se la strada è aperta e si vuole salire con le pelli, da Courmayeur salire la Val Veny fino a La Visaille (verificare l’apertura della strada) (Punto GPS qui)
Con impianti A: con gli impianti Val Veny Courmayeur raggiungere il parcheggio delle funivie (Punto GPS qui). Questa soluzione è più costosa perché al marzo 2026 non è possibile acquistare la sola salita ma è necessario acquistare almeno lo skipass per tre ore o il giornaliero. Questa soluzione però, se presente buon innevamento e qualche spinta, permette di ritornare all’auto sci ai piedi anche se si dovesse tardare e non si riuscisse a riprendere la seggiovia Zerotta (vedi foto-mappa).
Con impianti B: con gli impianti da Dolonne (Punto GPS qui). Questa soluzione permette l’acquisto della sola salita ma è necessario raggiungere la seggiovia Zerotta prima della chiusura impianti.
Itinerario salita/discesa con le pelli: dalla frazione La Visaille percorrere lungamente la strada della Val Veny fino al bivio per il Rifugio Combal: qui si prende a sinistra attraversando il torrente, quindi si sale in direzione sud-est verso le baite di Arp Vieille Inferiore. E’ quindi visibile un canale subito a destra del quale si può salire lungamente in direzione sud su pendii più dolci, fino a raggiungere una grande comba pianeggiante al di sotto del pendio finale, a quota di circa 2.200 m. Salire quindi leggermente verso destra in direzione sud-ovest (attenzione alle condizioni valanghe), fino a raggiungere una spalla panoramica in cui passa il sentiero estivo (2.720 m). Si è quindi su uno spartiacque tra il vallone che si è appena salito ed una valletta che scende allargandosi verso il fondovalle. Da questa spalla si traversa e si sale in direzione della vetta su terreno ripido seppur breve (possono essere utili piccozza e ramponi), raggiungendo quindi la cima ove sono presenti i ruderi di antiche fortificazioni.
Itinerario salita/discesa con gli impianti: da Dolonne o Entreve, come riportato alla sezione accesso, raggiungere la stazione di Youla o Arp. Da Youla si scende in direzione sud-ovest stando il più possibile verso sinistra (monte) appena ad ovest del Colle Youlaz. Dalla stazione di Arp invece ci si trova in affaccio alla Valle di La Thuile: scendere quindi un breve pendio verso destra in direzione sud-ovest che conduce all’evidente Colle Youlaz. Da qui ci si immette per entrambi gli accessi nell’ampio vallone che conduce con una breve risalita per raggiungere una spalla (Arête du Mont Favre – 2.440 m circa). Questa risalita la si può affrontare con le pelli oppure a piedi con gli sci a spalle. Da qui è ben visibile in direzione sud-ovest il pendio che risaliremo. Si scende quindi in un grande vallone in cui teniamo nuovamente la sinistra risparmiare quota in salita, raggiungendo una quota di circa 2.270 m. Da qui si calzano le pelli e si risale l’ampio pendio in direzione sud-ovest (attenzione alle condizioni valanghe), fino a raggiungere una spalla panoramica in cui passa il sentiero estivo (2.720 m). Si è quindi su uno spartiacque tra il vallone che si è appena salito ed una valletta che scende allargandosi verso il fondovalle. Da questa spalla si traversa e si sale in direzione della vetta su terreno ripido seppur breve (possono essere utili piccozza e ramponi), raggiungendo quindi la cima ove sono presenti i ruderi di antiche fortificazioni.
Si inizia quindi la discesa con percorso a ritroso, scendendo il pendio che abbiamo lungamente salito. Da qui si scende in direzione nord verso l’evidente grande conca che man mano si stringe a formare un largo canale che si segue, reperendo i più docili pendii appena a sinistra di esso, che ci conducono a fondovalle. Si segue quindi la strada della Val Veny giungendo a La Visaille, quindi alla Zerotta, ove si può salire con l’impianto, quindi rientrare a Entreve o a Dolonne per impianti o piste. Se si giunge alla Zerotta ad impianti chiusi si prosegue lungamente lungo i piani della strada della Val Veny, affrontando una lieve risalita dopo Perthud, quindi scendendo a Plan Ponquet, da cui si prende a sinistra per la poderale battuta dalle motoslitte, che porta direttamente al parcheggio dell’hangar Heli Guides nei pressi della SkyWay e delle Funivie Val Veny-Courmayeur.
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Foto-mappa
La montagna invernale in tutte le sue forme è un terreno potenzialmente difficile e pericoloso, che richiede un’adeguata esperienza, formazione e preparazione. Questo sito si occupa di relazioni strettamente tecniche: non forniamo informazioni di alcun tipo sulle condizioni della montagna.
