Storia, personaggi e curiosità

I personaggi che hanno scritto la storia dell’alpinismo e le curiosità sulla montagna

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La scalata e l’alpinismo sono fatte di storia, di personaggi e di vicende vissute. In questa sezione raccogliamo i racconti storici, le interviste, i fatti più curiosi che caratterizzano le vie relazionate.

I Personaggi

I grandi personaggi che hanno fatto la storia dell’alpinismo locale e mondiale.

Ugo Angelino

L’uomo biellese del K2

Guido Azzalea

Guida Alpina, incarna lo spirito della scalata valdostana

Gianni Calcagno

Grande alpinista genovese, dal Finalese all’Alta Quota

Alessandro Grillo

Apritore delle più splendide vie storiche del Finalese

Guido Machetto

Alpinista e Guida Alpina Biellese

Primo Momo e Bruno Pofi

La cordata indivisibile che fece grande l’alpinismo Biellese

Nito Staich

Dal Friuli al Biellese, quando l’arrampicata è una questione di stile

Bruno Taiana

Alpinista Biellese, una forza della natura


Raccolta dei racconti

I racconti dal Finalese

La Pietra del Finale viene scoperta dal punto di vista alpinistico nel 1968. La storia di cui parleremo noi è quella delle vie lunghe, aperte con concezione alpinistica: qui non tratteremo l’arrampicata sportiva.

I protagonisti delle prime esplorazioni furono i fratelli Gianluigi ed Eugenio Vaccari e Roberto Titomanlio, subito seguiti dai fratelli Gianni e Lino Calcagno, Mario Piotti, Alessandro Grillo e Vittorio Simonetti.

Nel decennio tra il ’68 ed il ’78 furono aperte la maggior parte delle vie classiche, aperte con chiodi tradizionali, salendo dal basso, spesso lottando contro una vegetazione spinosa e repulsiva; alcune di queste salite sono tutt’ora dei capolavori per bellezza del tracciato e grandiosità dell’ambiente in cui si sviluppano.

Sono arrivato a Finale nel 1978, il riferimento era la Locanda del Rio, campo base di tutti gli alpinisti che frequentavano questo massiccio. Le poche informazioni all’epoca erano reperibili unicamente sulla guida La Pietra del Finale, oppure su una sorta di “libro del rifugio” che era presente nella Locanda stessa, ove gli arrampicatori annotavano di proprio pugno le nuove vie e varianti, le impressioni sulle ripetizioni delle vie classiche e varie informazioni utili ai futuri frequentatori.

L’ambiente era piacevolmente selvaggio, in quell’epoca di rivoluzione esisteva un mondo fatto di grandi personaggi e di sedicenti tali, che creavano un ambiente colorito e variegato, la cui caratteristica era quella di voler ostentare un’anarchia a volte forzata: un gruppo ristretto di persone, dove alla fine ci si conosceva tutti.

Guida Alpina Gianni Lanza

Leggi alcuni racconti di seguito:


Storia dell’Alpinismo Biellese

Storia dell’Alpinismo Valdostano

Leggi alcuni racconti di seguito:

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